Il Problema delle perdite

Pubblicato il 4 febbraio 2026 alle ore 09:20

L’acqua è una risorsa indispensabile per la vita, ma spesso diamo per scontato che sarà sempre disponibile aprendo semplicemente il rubinetto. In realtà, dietro ogni goccia che utilizziamo si nasconde una rete complessa di infrastrutture, consumi visibili e nascosti, sprechi e scelte politiche. In un Paese come l’Italia, tra i più “idrovori” d’Europa e già esposto a forte stress idrico, capire quanta acqua consumiamo e come la perdiamo lungo la strada non è più solo un tema ambientale, ma una vera questione di futuro.

Una Rete Vecchia e Stanca

Il punto di partenza è lo stato delle infrastrutture idriche. Oggi:

  • Il 60% delle infrastrutture della rete idrica italiana ha più di 30 anni.

  • Il 25% ha oltre 50 anni, con punte fino al 40% nei centri urbani.

Significa che una parte enorme delle tubature, dei collegamenti e degli impianti è stata costruita in contesti storici, tecnologici e climatici completamente diversi da quelli attuali. Col tempo, tubi e giunti si usurano, si crepano, perdono efficienza e aumentano le dispersioni.

Perdite al 41%: Cosa Vuol Dire?

Secondo i dati riportati, in Italia le perdite idriche raggiungono il 41% dell’acqua distribuita, a fronte di una media europea del 25%. In altre parole, su 100 litri di acqua immessi nella rete, solo 59 arrivano ai rubinetti dei cittadini.

Questo non è solo uno spreco tecnico, ma un problema ambientale, economico e sociale:

  • Spreco di una risorsa già sotto stress (ricordi che l’Italia è tra i Paesi europei con maggiore stress idrico?).

  • Costi maggiori per captare, trattare e pompare acqua che poi… si perde.

  • Maggiore vulnerabilità in periodi di siccità o di riduzione delle precipitazioni.

L’Italia tra i Peggiori in Europa

I dati mostrano un confronto tra i Paesi UE-27+UK sulle perdite in fase di distribuzione. L’Italia è quartultima, con il suo 41%, superata in negativo solo da:

  • Bulgaria (64%)

  • Irlanda (54%)

  • Romania (42%)

Mentre Paesi come Paesi Bassi, Germania e Danimarca hanno perdite rispettivamente intorno al 5–8%, dimostrando che valori molto più bassi sono tecnicamente possibili.

Questa distanza non dipende solo dall’età delle infrastrutture, ma anche:

  • Dalla qualità della manutenzione.

  • Dagli investimenti programmati.

  • Dai sistemi di monitoraggio e controllo delle reti (sensori, digitalizzazione, distrettualizzazione).

Perché le Perdite Sono un Problema Ancora Più Grave Oggi

In un contesto di cambiamento climatico, con:

  • precipitazioni meno regolari,

  • eventi estremi più frequenti,

  • molte regioni italiane in stress idrico elevato,

sprecare il 41% dell’acqua immessa in rete è semplicemente insostenibile. Ogni litro perso è un litro che è stato:

  1. Prelevato da fiumi, laghi o falde.

  2. Trattato per diventare potabile.

  3. Spinto nella rete con consumo di energia.

Eppure, quel litro non svolgerà mai la sua funzione per famiglie, scuole, ospedali o imprese.


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